Predatrice spietata

Innegabilmente il pensiero vive nel passato: ne indossa le vesti e ne ricalca le orme. La mente distrae ed è prepotente, poiché esige attenzione; essa trascina, nel proprio scorrere impetuoso, detriti di ricordi, associazioni accidentali e caotiche paure di un futuro ipotetico. Il pensiero seduce con la logica disordinata e rumorosa. Immagini che si materializzano, frasi che appaiono dal buio come fantasmi e ricordi che riaffiorano, sono come i battiti di ali di una farfalla che sembrano troppo deboli per creare una tempesta. Eppure ogni pensiero non abbandona mai la mente che lo ha generato, bensì si stratifica ai precedenti, si trasforma, diventando parte di tutto ciò che è stato pensato. La mente è una predatrice spietata che induce a far credere al pensiero di essere indispensabile.

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La vocina interiore

Luca deve fare i conti con la sua spietata vocina interiore che lo rimprovera non appena ne ha l’occasione. Il ruolo non è ben delineato, non è chiaro. A volte assomiglia ad una madre autoritaria che lo indirizza sula retta via, lo manovra come un burattino coi fili tutti ingarbugliati. In alcune occasioni si prende gioco di lui, fa l’ironica e non perde tempo a sottolineargli i suoi difetti. Perfettamente sarcastica ha sempre la battuta pronta.

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