Giudizi irreversibili

Spesso invidio chi costruisce solidi giudizi o erige megalitiche verità che appaiono come muraglie insormontabili separando il bene dal male. Ammiro anche con sincera costernazione colui il quale è così certo della propria convinzione morale tanto da non temere niente e nessuno. Oltre a ciò contemplo l’autentico coraggio di chi, impavido e tracotante, affronta e sfida le opinioni altrui come un insolito e incauto cavaliere. Eppure sono convinta che la verità e la menzogna siano diverse a seconda della luce che le illumina o dell’angolazione con la quale le si osservano; è preferibile non azzardare in giudizi irreversibili e innegabili rinunciando ad un assolutismo statico, poiché se si concede tempo al tempo arriverà sempre il momento in cui l’ordine metodico dei pensieri, delle certezze e della verità stessa, sarà rovesciato, soverchiato da un altro convincimento che corrisponde ad un diverso stato d’animo o ad una certezza appena germogliata.