“L’industria fa progressi ma l’operaio retrocede”

Le facoltà intellettive dell’essere umano confluiscono tutte ad alimentare quell’unico scopo attraverso il quale dare un senso alla propria esistenza: il lavoro specializzato. Ogni altro talento innato diventa, quindi, superfluo e, anzi, additato come ostacolo alla realizzazione di tale disegno. Non c’è più posto né per l’arte, né per la cultura (che non sia attinente all’ambito di appartenenza lavorativo), né per la bellezza e, tanto meno, alla ricerca di una visione spirituale della vita. Dotati di qualche abilità, tanto basta per svolgere un compito o un ruolo nella società, ma senza alcuna consapevolezza delle potenzialità mutilate e non espresse si procede, a ritroso, passo dopo passo, tutti i giorni, anno dopo anno privati della nostalgia verso se stessi.

“L’uomo che passa la vita a compiere poche semplici operazioni, i cui effetti,    inoltre, sono forse sempre gli stessi o quasi, non ha alcuna occasione di esercitare la sua intelligenza…e in generale diventa stupido e ignorante, per quanto lo può diventare una creatura umana…ma in ogni società incivilita e avanzata questo è lo stato in cui il lavoratore povero, ossia la massa del popolo, deve necessariamente cadere a meno che il governo non si prenda cura d’impedirlo”.   A. Smith

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Indottrinamento

Un sistema di indottrinamento deve essere in grado di svolgere determinati compiti. Il bersaglio è la massa, ignorante e inconsapevole. I componenti della massa devono restare tali, distratti da programmi tv demenziali e mediocri, eventi sportivi, soap opera, talent show, applicazioni inutili e social che emarginano, relegando sempre di più l’essere umano in un angolo occupando meno spazio possibile e senza disturbare. Avulso dal contesto, da strutture organizzative che potrebbero, invece, fornirli quelle informazioni essenziali e di fare progredire il pensiero critico. Ognuno è solo davanti allo smartphone, al pc, alla tv, solo senza quasi provare desiderio di interazioni reali.

Per coloro, invece, che andranno a ricoprire ruoli dirigenziali e a prendere parte nel processo decisionale, l’indottrinamento assume una forma diversa. Questi uomini eletti dovranno interiorizzare i valori del sistema e a condividere, nonché vendere, le illusioni di libertà e giustizia al popolo ignave operando, più o meno consapevolmente, nell’interesse dei centri di potere.

“Quando si tratta di controllare gli esseri umani non c’è miglior strumento della menzogna. Perché, vedete, gli esseri umani vivono di credenze. E le credenze possono essere manipolate. Il potere di manipolare le credenze è l’unica cosa che conta.”  Michael Ende

Antropocentrismo: ontologia umano-specifica

Esistono due dogmi che riguardano l’antropocentrismo, sistema metafisico secondo cui l’Homo Sapiens, abbia un qualche tipo di relazione privilegiata con gli oggetti del mondo. I suoi due dogmi sono: che sia impossibile uscirne; che lo stesso tentativo di uscirne sia esso stesso antropocentrico, quindi più forte paradossalmente. Il primo dogma si basa sulla sua struttura cognitiva: non è possibile pensare come se non si fosse colui che sta pensando (chiusura). In realtà l’antropocentrismo è una descrizione dell’umano o, più precisamente, una metafisica: esso è centrato, moralmente isolato e sconnesso dal resto del vivente. Esistono almeno due tipi di antropocentrismo: una versione secondo cui l’uomo sia portato a vedere le cose del mondo dalla sua immagine specie-specifica, e una che deriva da questa, ossia l’idea che il proprio modo di vedere le cose sia anche il migliore se non, talvolta, addirittura l’unico. Quindi, la maggior parte delle tassonomie ontologiche, in gergo tecnico “gli inventari del mondo”, siano in realtà inventari del mondo dell’Homo Sapiens e, dunque, il risultato non sarebbe mai un’ontologia in quanto tale, ma una ontologia umano-specifica.

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