Sindrome da figlio unico

Luca e Chiara sono entrambi figli unici; vivono i un mondo ovattato, esclusivo, in cui ci si raccapezzano con qualche difficoltà. I loro rispettivi genitori vivono differenti dinamiche di coppia e di relazione. Essere genitori non è semplice e non è affatto “naturale”, lo si impara man mano. I timori e le aspettative rappresentano alcune motivazioni psicologiche nella scelta di avere soltanto un figlio. Queste riguardano i sentimenti di ansia di “non sentirsi all’altezza” di prendersi cura dei propri figli e quindi, per limitarne il rischio, la scelta è quella di avere un solo figlio, avendo, così, la sensazione di dare di più ed essere genitori migliori. L’essere al centro dell’interesse costante dei genitori, però, può far diventare viziato il bambino. Almeno così sostengono certe teorie, mentre altre smentiscono tale affermazione. Più che di figli viziati oserei parlare di genitori viziati: un vizio, per così dire, di forma e di sostanza. È volutamente un azzardo, una provocazione, ma la casistica potrebbe annoverare tale probabilità per essere equa e imparziale.

La relazione instaurata in queste famiglie, riguarda solo tre elementi: padre, madre e figlio. Il fatto di vivere esclusivamente con figure adulte porta il figlio unico a divenire presto un “piccolo adulto” e la conseguente mancanza di scambi e di rivalità con altri bambini può renderlo timoroso e dipendente, sicuro soltanto nell’ambiente familiare, considerato come luogo protetto rispetto al mondo esterno.

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