Corpi apparentemente inanimati

Da sempre sono attratta dalle cose che, per ignote ragioni, vengono definite insignificanti; anche la banalità più scontata o insulsa, suscita in me un interesse inspiegabile. A volte può essere un’espressione meditabonda su un volto distratto che osserva il mondo dal finestrino abbassato di una macchina ferma al semaforo, oppure il dondolio sommesso di un ramoscello ingiallito, il ronzio sonnolento di un’ape che vola e sembra non accorgersi della mia ingombrante presenza. In una di quelle giornate ventose di metà autunno, quando il vento si diverte a spettinare i capelli e a sparpagliare foglie e cartacce dappertutto, osservo estasiata la danza aerea di una busta di plastica. Sospinta in alto roteando velocemente dischiude i manici come fossero braccia e allarga il suo ventre riempiendolo d’aria e plana lentissima, senza curarsi affatto della gravità che la richiama al suolo. Scende inaspettatamente verso il basso richiudendosi in se stessa e allungandosi per poi espandersi ancora. Sfiora appena, con leggiadria soave, frusciando appena, il selciato umido come se volesse accarezzarlo; torna subito a volteggiare per aria disegnando una spirale vorticosa e frenetica, di seguito esegue una piroetta precisa assecondando il flusso ascendente che la muove. Di nuovo a terra per delineare un cerchio unendosi al turbinio eccitato delle foglie secche che, invidiose, non riescono ad eguagliarla e a spiccare il volo con tanta facilità. Questa danza muta e leggera si è fermata soltanto quando il vento, annoiato, è volato via e immediatamente ho pensato che fosse andato altrove per trasformare in danzatori altri corpi apparentemente inanimati.

La danza delle parole

L’arte dell’eterna variazione nella mutazione di movimenti, di idee, di parole. Sequenze senza fine nell’alternarsi etereo di sensazioni. Cercare di esprimere l’anima di ogni cosa attraverso le parole è come danzare; chi scrive é anche danzatore perché significa trovare una maniera per trasmettere emozioni, di descrivere la vita così come è, di dare sostanza ai sogni. Sebbene la danza sia il linguaggio muto dell’anima è sorella della scrittura, perché chi danza é sempre alla ricerca di una maniera per rappresentare, raffigurare un qualcosa che è intrinseco oppure universale. Le parole sono l’essenza di un’idea, qualsiasi essa sia. ‘Danzare è come parlare in silenzio, è dire molte cose senza dire una parola’. Y. Buenaventura