Chiralità e asimmetria affettiva

Raramente mi soffermo davanti allo specchio. Ogni volta, però, mi domando quali segreti nasconda. L’immagine riflessa, in realtà, non è identica bensì speculare. Lo specchio assomiglia, per alcuni versi, all’occhio del mondo, a ciò che gli altri vedono di noi. La percezione di noi stessi è puramente mentale: un’astrazione consapevole o una proiezione psichica del nostro esistere. Due immagini non corrispondenti e quindi, per definizione, chirali. E le mani ne sono un esempio lampante: identiche ma non sovrapponibili. Esistono, poi, sfaccettature, distorsioni, deformazioni e trasformazioni non soltanto fisiche – visibilmente tangibili-, ma anche affettive. La chiralità affettiva comprende una dualità: il positivo contrapposto al negativo e viceversa. Nella disputa tra ciò che è logico e ciò che è affettivo tutto questo lega e alimenta il divenire relazionale ed il senso di volontà. Inoltre getta le basi su cui costruire un background che dà senso alla vita e, a sua volta, crea una spinta alla crescita personale, sviluppa opportunità per superare la casualità, la complessità e l’enorme contraddizione dei rapporti umani. L’asimmetria dei sentimenti e la chiralità affettiva riflettono, come uno specchio, ciò che siamo davvero. Per questo, quando guardo la mia immagine allo specchio penso a quanti frammenti nascondo.

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