Sincronia emotiva

Non mettere se stessi a fuoco durante una conversazione non riesce facilmente. L’immedesimazione  nelle situazioni altrui non aiuta, anzi è di ostacolo, e non significa empatia. Occorre entrare in sincronia emotiva comprendendo gli stati d’animo altrui. Rispondere dando un’interpretazione personale è una forma di esibizionismo, poiché ascoltare è soprattutto accogliere; fungere da specchio attraverso il quale l’interlocutore potrà riconoscersi e comprendersi. Dare giudizi oppure consigli risulta inopportuno e spesso questi ultimi vengono ignorati. Ascoltare significa porre l’attenzione e la volontà su un’altra persona, spegnere i riflettori sull’ Io e disattendere le lusinghe del narcisismo.

“Moltissima gente ha il furioso prurito di parlare di se stessa, e viene frenata solo dalla scarsa inclinazione degli altri ad ascoltare.” William Somerset Maugham

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Il potere delle parole

Esistono angoli inaccessibili, confinati in recinti spinosi formati da parole incomprensibili. Il potere, quello vero, si nasconde dietro alle terminologie e ai significati che lo nutrono e al tempo stesso proteggono da incursioni indesiderate. Il gergo degli esperti, dei dotti e degli accademici altro non è che una forma di protezionismo autoreferenziale per mantenere uno status quo atto a escludere la maggioranza. Il potere – e di conseguenza il suo esercizio- passa attraverso le parole e il loro significato. L’ignoranza, di conseguenza, esclude e sottomette l’uomo, mentre l’inconsapevolezza anestetizza nell’illusione di conoscere.

“Certe parole sembrano possedere un potere magico formidabile. Migliaia di uomini si son fatti uccidere per parole di non hanno mai compreso il significato, e spesso anche per parole che non hanno nessun significato.” Gustave Le Bon

Un tempo migliore

La vita sfugge agli sguardi di chi non è capace di vederla e si nasconde mescolandosi alle ombre di vaghi rimpianti. Resta indietro a osservare il lento turbinio che affanna l’umanità. Segue le orme, in disparte, lasciate nella sabbia; segue la scia dei pensieri che convergono tutti verso la stessa direzione: in avanti, in prossimità di un orizzonte sfocato. Dalla nebulosa dei pensamenti, sorge da un’aurora scintillante, un interrogativo incalzante: per quale motivo la sensazione, irrazionale, che un qualcosa di migliore si trovi in un futuro ipotetico? perché non adesso, non ora? Il meglio deve per forza manifestarsi altrove nel tempo oppure non si è in grado di riconoscerlo nel presente? La vita passa attraverso un corpo e ne cattura l’essenza, come un filtro finissimo che trattiene minuscole particelle di ciò che si è stati.

“Ricordati che l’uomo non vive altra vita che quella che vive in questo momento, né perde altra vita che quella che perde adesso.” Marco Aurelio