Dogmi

Jung definì il dogmatismo “un cattivo funzionamento del pensiero in cui, quanto più i sentimenti sono rimossi, tanto maggiore è l’influenza dannosa che essi esercitano segretamente sul pensiero, il quale altrimenti funzionerebbe perfettamente. Il punto di vista intellettuale… per effetto dell’inconscia suscettibilità personale… diventa rigidamente dogmatico. L’autoaffermazione della personalità si trasferisce sul pensiero… Il critico viene stroncato, magari con invettive dirette alla sua persona, e non vi è argomento, per cattivo che sia, cui non si faccia ricorso… Tutte le tendenze psichiche che vengono rimosse dall’atteggiamento dogmatico si raggruppano nell’inconscio come antitesi e determinano l’insorgere di dubbi. Per difendersi dal dubbio l’atteggiamento cosciente diviene fanatico, giacché il fanatismo altro non è se non un dubbio iper-comopensato.”

L’illusione di una certezza che conforta e amplifica un senso di sicurezza inesistente; è tutto ciò che erige fortificazioni nella mente e vieta l’ingresso ad ogni dubbio, ad ogni pensiero critico nascente. Un Paese dei balocchi che trasforma gli uomini in somari, cocciuti e avulsi dalla realtà; un rifugio per chi teme se stesso e non si fida di quello che è, ma ha bisogno di una giuda assoluta e incontestabile.

“I dogmi sono giocattoli che divertono solo bambini incapaci di ragionare.” H. Blavatsky 

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