Pensiero frattale

L’esperienza nella realtà duale comprende, inevitabilmente, il conflitto. Il pensiero che ne deriva è anche esso il prodotto di tale dualismo. Esisterà sempre un sotto e un sopra, un dentro e un fuori, un chiaro e uno scuro, una vita una morte, un buono e un cattivo, un bello e un brutto e via dicendo. L’idea di Unità, di Unico, nel senso più puro del termine, risponde, probabilmente, all’esigenza umana di eliminare ogni frammentazione possibile, per comprendere la propria natura. L’ideale di perfezione, dalle caratteristiche sovrannaturali, è l’Olos, il Tutto. Forse anche questa considerazione potrebbe essere letta in chiave dualistica; potrebbe, appunto, contenere elementi imperfetti insiti e nascosti. Quello che più mi appare verosimile, più vicino all’esperienza umana e, al tempo stesso, della Natura, anche in senso spirituale, è la bellezza dell’infinito racchiusa nei frattali, i quali possiedono un’omotetia interna in cui la forma si ripete su scale differenti. L’autosimilarità sembrerebbe adattarsi, senza contrastare troppo con la Dualità e col Tutto. Un immenso gioco di specchi che potrebbe fare comprendere quanto sia illusorio il concetto di dualità stesso in quanto scindere qualsiasi manifestazione vivente oppure logico-concettuale in due parti contrarie l’una all’altra non avrebbe alcun significato.

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2 thoughts on “Pensiero frattale

  1. Amo i frattali, dove trovo ogni cosa… Hai ragione: nel tutto è espresso un dualismo, che diventa comprensione…
    e profonda bellezza…
    Simo

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