Il potere delle parole

Esistono angoli inaccessibili, confinati in recinti spinosi formati da parole incomprensibili. Il potere, quello vero, si nasconde dietro alle terminologie e ai significati che lo nutrono e al tempo stesso proteggono da incursioni indesiderate. Il gergo degli esperti, dei dotti e degli accademici altro non è che una forma di protezionismo autoreferenziale per mantenere uno status quo atto a escludere la maggioranza. Il potere – e di conseguenza il suo esercizio- passa attraverso le parole e il loro significato. L’ignoranza, di conseguenza, esclude e sottomette l’uomo, mentre l’inconsapevolezza anestetizza nell’illusione di conoscere.

“Certe parole sembrano possedere un potere magico formidabile. Migliaia di uomini si son fatti uccidere per parole di non hanno mai compreso il significato, e spesso anche per parole che non hanno nessun significato.” Gustave Le Bon

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Un tempo migliore

La vita sfugge agli sguardi di chi non è capace di vederla e si nasconde mescolandosi alle ombre di vaghi rimpianti. Resta indietro a osservare il lento turbinio che affanna l’umanità. Segue le orme, in disparte, lasciate nella sabbia; segue la scia dei pensieri che convergono tutti verso la stessa direzione: in avanti, in prossimità di un orizzonte sfocato. Dalla nebulosa dei pensamenti, sorge da un’aurora scintillante, un interrogativo incalzante: per quale motivo la sensazione, irrazionale, che un qualcosa di migliore si trovi in un futuro ipotetico? perché non adesso, non ora? Il meglio deve per forza manifestarsi altrove nel tempo oppure non si è in grado di riconoscerlo nel presente? La vita passa attraverso un corpo e ne cattura l’essenza, come un filtro finissimo che trattiene minuscole particelle di ciò che si è stati.

“Ricordati che l’uomo non vive altra vita che quella che vive in questo momento, né perde altra vita che quella che perde adesso.” Marco Aurelio

Black Mirror

Lo schermo nero e muto, in cui il riflesso di se stessi viene distorto e catturato. Un portale magico che si spalanca verso il mondo; una finestra che non è mai chiusa completamente. Il tramite tra due mondi che si intrecciano e si confondono: reale e virtuale. Lo specchio nero non riflette l’immagine, ma ne imprigiona l’essenza e diventa indispensabile nel momento in cui la debolezza umana si lascia soggiogare, adulare, da false promesse. Lo specchio nero, si dice, abbia poteri divinatori, così come la tecnologia che lo rappresenta e sia in grado di mettere in contatto due dimensioni, aprendo la strada verso l’ignoto; esso, se viene usato spesso, acquista una specie di anima propria che diventa sempre più potente. Lo schermo, come lo specchio nero, mostra quello che vuole, quello che si vuole vedere; la realtà si mescola alla fantasia in un turbinio delirante, l’orizzonte si allontana e ci si perde in un sogno lucido.

“A volte mi chiedo se la realtà esiste davvero, se c’è veramente una natura delle cose, obiettiva e intatta. O se tutto ciò che ci accade è già modificato in anticipo dalla nostra immaginazione. Se sognando qualcosa gli diamo vita.” Chitra Banerjee Divakaruni